I mangiatori di patate

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ISBN 9788899151249
Autore Tyrfingur Tyrfingsson
In quarta Lísa è un personaggio rinomato in città, sia per il suo lavoro durante le guerre in Jugoslavia sia per la sua militanza nel movimento femminista. La figlia Brúna, autista di autobus, si presenta alla sua porta per affidarle il nipote, così da poter sottoporsi a una misteriosa visita medica. Mentre Lísa e Höskuldur sono soli, irrompe Mikael, il figliastro di Lísa che chiede il suo intervento per una questione decisamente scorretta. Un testo sulla natura antieroica e oscura dei rapporti umani che si concentra su queste relazioni specialmente in seno alle famiglie, luoghi bui e torbidi in cui le anime si sviluppano contorte, si spezzano, si cicatrizzano male e vanno avanti nella sopravvivenza, senza mai sanare completamente le ferite inflitte da un ecosistema avvelenato dal silenzio e dai segreti taciuti. Prefazione di Tolja Djokovic.
€ 10

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«Risate che si trasformano in un profondo silenzio»

Fin da subito tutto è rotto. Brúna da piccola è stata abbandonata dalla madre, volata in Cossovo a curare altri bambini, e ora soffre di una strana patologia che le procura bruciori sulla pelle e per cui nessun medico riesce a formulare una diagnosi. Suo figlio è un adolescente strano, chiuso, assertivo, crudele. Mentre Mikael è un uomo che da giovane è stato bello e ora è un alcolista accusato di stupro. In mezzo a loro si muove Lísa, infermiera, madre, nonna, amante, vitale nelle sue espressioni, netta, seduttiva, a tratti disgustosa e miserabile.

Tutto appare guastato per sempre nel destino di questi personaggi e la loro casa è un campo di battaglia: mancano le pareti del bagno, il gabinetto e la vasca sono esposti agli occhi del pubblico, cartone e ciarpame ovunque, le porte sono fissate in modo grossolano ai muri di cartongesso, e tutto ha un’aria sporca, transitoria, rovinata.

Nello stile che caratterizza questo autore, le parole dipingono personalità esplose, hanno toni grotteschi, sono crude e politicamente scorrette. I dialoghi sono spezzati, le frasi pasticciate, talvolta trasognate e comunque sempre allusive.

Abbandonando il tema sociale, l’autore si concentra sulla miseria interiore, su un livello profondo di disordine psicologico e morale dovuto a una catena della colpa trasmessa di generazione in generazione senza possibilità di scampo. La miseria di questi personaggi si traduce nel caos delle loro vite, in uno spazio scenico destrutturato e esploso, così come nelle parole crude che si rivolgono, nei loro comportamenti grotteschi.

Nominato per i Menningarverðlaun DV Cultural Awards islandesi. Nel 2019 viene messo in scena a Parigi, al Théâtre 13. A novembre del 2020 è allestito e trasmesso in streaming dal teatro Dramatyczny di Varsavia e successivamente presentato in Italia, al festival Short Theatre per Panorama Roma.


Tyrfingur Tyrfingsson

È cresciuto nella piccola città di Kópavogur in Islanda dove si svolgono tutte le sue opere. Ha ricevuto numerose nomination al Gríman Award e ha vinto il premio due volte. Le sue opere sono state pubblicate e tradotte in inglese, francese, olandese e tedesco. I mangiatori di patate lo ha consacrato come uno dei principali drammaturghi islandesi.

https://www.tyrfingsson.is/