Alba

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ISBN 9788899151225
Autore Marc Artigau i Queralt
In quarta Vi è una linea così netta fra reale e virtuale? Possiamo dire altrettanto del confine fra umano e non umano? Sempre più politicamente urgenti e socialmente attuali, queste domande ricorrono nelle nostre vite quotidiane, nelle relazioni fra avatar di social network, quando è possibile amare in assenza fisica della persona amata. Immaginando una realtà non troppo lontana, il drammaturgo catalano riflette su tutto questo con una storia di androidi che accompagnano le solitudini umane. Una donna si specchia nella sé più giovane, annullando le leggi dello spazio-tempo: come reagirà l’uomo che l’ha sempre amata? Uno straordinario triangolo che sconvolge i meccanismi dell’amore, dell’amicizia e della fede nell’umanità come eravamo abituati a pensarli.
€ 10

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«Il tempo non è altro che lo spazio tra un ricordo e l’altro»

Un’opera sul passato, sul presente e sul futuro, in cui memoria, identità e desiderio sono indissolubilmente legati. Un thriller di fantascienza sul tempo e l’essere umano. Un dramma che lotta tra la solitudine e il bisogno di amare se stessi e l’altro.

Un uomo di settant’anni, una donna in pensione  e un androide con le sue sembianze a ventitré anni sono i tre personaggi di Alba (o Il giardino delle delizie), uno spettacolo teatrale sull’intelligenza artificiale e i suoi effetti sui rapporti umani, che rompe le barriere formali e ricerca nuovi linguaggi scenici.

«L’opera pone domande sull’intelligenza artificiale, ma soprattutto la utilizza per vedere come reagiscono gli esseri umani ad essa e per parlare di relazioni personali», afferma Marc Artigau i Queralt, autore del testo. I personaggi mutano le proprie convinzioni nel corso dell’opera, in uno sviluppo della trama «che non difende né attacca né dà risposte, solleva solo domande e apre il dibattito».

Attraente ed efficace, Begoña Barrena, El País

Domande come quelle poste dal postumanesimo, un concetto che nasce principalmente da campi come la fantascienza, l’arte contemporanea e la filosofia. Per Jean-Paul Baquiast, il concetto di post-umano è «un prodotto dell’evoluzione biologica darwiniana: non è finito o più controllato di altri fenomeni evolutivi». È un’onda, un cambiamento inevitabile che si sta imponendo alle società tradizionali a causa dello sviluppo esplosivo e multiforme della scienza e della tecnologia, in particolare nel campo dell’informatica e dell’biotecnologie.

Il testo di Marc Artigau invita a riflettere dunque su un possibile rapporto uomo-macchina ma anche sull’amore, sull’amicizia e sullo scorrere del tempo. Idee che permeano questa pièce che parla dei rapporti umani, della vecchiaia, dell’oblio e dell’identità individuale che ognuno di noi crea con i propri ricordi.

Un testo intelligente che mette sul tavolo eterne dicotomie tra permanenza-temporalità, ragionamento-emozione, compagnia-solitudine.